Make up e igiene post Covid-19
Make up e igiene post Covid-19 come cambierà il mondo del make up professionale? Make up e
Make up e igiene post Covid-19
come cambierà il mondo del make up professionale?
Make up e igiene post Covid-19 :certo che sentiremo parlare ancora per moltissimo tempo del Covid-19, di come
abbia cambiato la vita di molte persone e di come continuerà a farlo. La scelta di parlare di questo argomento è
puramente di segnalazione, un monito comportamentale da non tralasciare per fare in modo di non
rappresentare un pericolo per la salute di tutti ed avviare un atteggiamento deontologico in un mondo selvaggio
fatto di approssimazioni, proprio di un mestiere privo di normative.
In questo articolo non mi soffermerò solo sulle norme igienico-comportamentali che si devono attuare per
evitare la contaminazione cosmetica, ma anche su come cambierà l’approccio nei confronti del make up e della
figura del make up artist. Di come dovranno cambiare le norme di vendita del cosmetico e quelle di tutti i
lavoratori che operano a stretto contatto con le persone (il settore estetico, parrucchieri ecc).
Applicazione prodotti e norme igienico-comportamentali
Da premettere che personalmente adotto la maggior parte delle norme igieniche da oltre 15 anni, e da altrettanto
tempo le trasmetto ai giovani professionisti durante le mie lezioni.
Si tratta di autoregolazione, poiché per il mondo del make up non esiste nessuna normativa, ma solo il
buon senso che ti porta ad adottare una serie di metodi e strategie esistenti in diversi settori professionali e che
se non rispettate, anche nel nostro, potrebbero causare non pochi problemi ai professionisti che si affidano alle
nostre mani; nel migliore dei casi immaginate un raffreddore o una congiuntivite trasmesso ad un cantante lirico o
ad un attore di cinema! Sono diversi gli aspetti che voglio andare ad illustrare affinché il make up
artist possa adeguarsi il prima possibile.
Cura personale
La “cura personale”si limita nella stragrande maggioranza dei casi, soprattutto se il pubblico è neofita o molto
giovane, ad essere confusa con qualcosa che ha a che fare con il look, chiaramente molto importante, ma non meno
della profonda pulizia dell’aspetto: abiti e scarpe pulite, capelli e mani puliti e in ordine.
Importantissima anche l’attenzione legata all’ odore personale ancor di più se parliamo di una professione che per
forza di cose ha una vicinanza spaziale di natura intima con la persona da truccare, dove sentire cattivi odori di
sudore o fumo è una cosa disgustosa e gravissima, oltre a denotare una totale mancanza di rispetto nei confronti
dell’altro.
Igiene delle mani: unghie pulite e cortissime
Un capitolo a parte per questo aspetto è d’obbligo perché le mani sono il nostro strumento principale, e spesso si
commettono errori di natura igienica che non sono ammissibili. Oggi le nails corte non sono più una
scelta ma un’obbligo!
1. Le mani vanno lavate molto bene e una volta asciugate va applicato un gel disinfettante.
Ricordiamoci che il gel non compensa il lavaggio con acqua e sapone, è uno strumento complementare non sostitutivo.
2. Le mani vanno lavate ogni volta si venga in contatto con qualcosa di non disinfettato, quindi se sto
truccando non posso assolutamente mettere le mani sul mio viso, toccarmi gli abiti, rispondere al cellulare. Quindi se
rispondo ad una chiamata, lavo le mani e riapplico di nuovo il gel. Allo stesso modo se mi tocco i capelli; anche se
lavati la mattina stessa devono essere considerati sporchi perché contaminati da smog, polvere e batteri.
3. Devono sparire le unghie lunghe che queste siano naturali o artificiali. Lo sapete che nello spazio
sub-ungueale c’è un universo ricco di carica batterica anche pericolosissima? Stiamo parlando di
Escherichia coli, Salmonella e Staphylococcus aureus, funghi e uova di vermi intestinali. Tutto questo non lo dico io
ma gli studiosi di dermatologia della Pennsylvania University. Ovviamente su unghie ricostruite più lunghe di
batteri se ne ospitano anche di più e questo lo ricorda l’OMS (organizzazione mondiale della sanità)
Un appello ai clienti: non fatevi truccare, ma neanche trattare i capelli, servire al bar o al ristorante
da chi presenta nails lunghe o mani non curate.
Make up e igiene post Covid-19 : orrori igienico comportamentali
Dopo queste premesse appare chiaro che quelle bellissime tecniche dello stemperare i prodotti con le dita sul
dorso della mano o picchiettare con l’anulare la zona sott’oculare è qualcosa che non va fatto, NON VA FATTO!
Quelli sono i consigli che il truccatore dà alla cliente per migliorare il self make up, ma il make up artist non può e
non deve farlo sul cliente! Queste sono tecniche di applicazione che potevano andare bene venti anni fa, quando non
esistevano così tanti pennelli e soprattutto non esisteva (nella stragrande maggioranza dei casi) il ruolo del
truccatore in profumeria.
Igiene della postazione trucco
Il piano di lavoro non solo deve essere pulito ma anche igienizzato con un disinfettante,specchio
compreso, poi deve essere ricoperto con un telo (trattato come se fosse un monouso quindi lavato ad ogni
applicazione make up).
Vi state chiedendo se questo procedimento debba essere fatto nelle sessioni di make up dove
dovete truccare più persone? Semplice la risposta no?
Permettereste al parrucchiere di utilizzare lo stesso asciugamano? O all’ estetista di lasciare sul lettino la carta
dell’altro cliente? Bene l’asciugamano se monouso va gettato, se in microfibra va cambiato.
Igiene dei cosmetici
Oltre ad avere un milione di prodotti e strumenti, tutti questi vanno puliti e disinfettati ad ogni utilizzo e
prima di iniziare qualsiasi lavorazione.
Il prelievo dei cosmetici deve essere fatto in modo che gli stessi non vengano inquinati. Gli strumenti che lo
consentono sono spatole, mixing palette, monouso dove possibile, Scottex, temperamatite e piegaciglia, igienizzanti
come alcol isopropilico al70% qualche bicchiere o ciotolina di metallo.
Poi legate i capelli e tenete presente che non dovrebbero essere più toccati. Lo step successivo è lavare e
igienizzare le mani, applicare dei guanti meglio in nitrile (più resistenti ed evitano possibili allergie di contatto
a chi ne soffre) e successivamente applicare dell’igienizzante anche sui guanti. Indossare la mascherina dagli
elastici e indossare la visiera (anche visiera e mascherina igienizzate con dell’alcol isopropilico a 70%).
1. I prodotti cremosi si prelevano con le spatoline, io preferisco quelle in metallo perché vorrei diminuire l’impatto
ambientale ma vanno bene anche in plastica come le classiche palettine da caffè.
2. I cosmetici si lavorano, per la miscelazione, su di una mixing palette. Anche questa in metallo e
opportunamente igienizzata.
3. I prodotti con i “pump” vanno messi direttamente sulla mixing palette e ricordate di pulire anche il beccuccio
dell’erogatore del prodotto.
4. Il cosmetico più complicato resta la polvere pressata in coppelle di alluminio come ombretti e blush, una volta
finito di utilizzarli, spruzzate sulla palette dell’alcol isopropilico al 70%, e aspettate che evapori il tutto prima di
chiudere. Altro sistema resta quello di grattare il cosmetico, prelevare la quantità di prodotto facendola cadere sulla
mixing palette ed utilizzarlo. A questo scopo ottimi risultano i refil che si staccano agevolmente dalla palette.
5. Anche e soprattutto le matite occhi e labbra vanno igienizzate con alcol isopropilico al 70% in questo modo:
s’immerge la punta nell’alcool per qualche secondo, poi si tempera con lo strumento a sua volta pulito e disinfettato,
la stessa tecnica anche per i rossetti in stick (anche se il packaging non è di natura pro).
6. Qual è il giusto modo per prelevare e applicare la cipria senza inquinare il prodotto?
La polvere libera va prelevata dalla confezione con una spatolina e messa o sulla mixing palette o su di una velina,
successivamente prelevata con il pennello o con il piumino.
7. Utilizzare il più possibile il monouso soprattutto per spugnette, mascara e labbra.
8. I pennelli vanno puliti in modo profondo e igienizzati. L’ideale per avere il massimo dell’efficacia è lavarli con
Avio, porli in uno sterilizzatore UVC, spruzzare in fine dell’alcol isopropilico a 70% e aspettare che evapori prima di
utilizzare i pennelli.
9. Ulteriore filtro tra noi e il soggetto da truccare è una mantella per la modella ed eventualmente un camice per
noi.
10. Tutte le pochette e i contenitori degli strumenti compresa la borsa trucco, vanno puliti e igienizzati
periodicamente. Inoltre vorrei portare all’ attenzione tutta una serie di prodotti che si dovrebbero evitare perché
concepiti per il self make up, come ad esempio l’eyeliner a pennarello anche perché non so se l’alcol ne possa
rovinare la composizione cosmetica.
Come cambierà la vendita del cosmetico?
Una domanda lecita, spero che non sia solo una mia riflessione ma anche quella di case che producono, espongono e
vendono cosmetici. Prodotti esposti e aperti, che sono continuamente a portata di tutti e tutto! Cosa accadrà
adesso? All’ingresso ci sarà un dispenser con l’igienizzante e l’obbligo di mettersi dei guanti? O cosa migliore il
cosmetico non potrà essere applicato direttamente dalla cliente sul dorso della mano ma dosato in modo igienico
dall’addetto alle vendite?
Altra cosa che potrebbe sparire sono i tester quindi, o meglio anche in questo caso ci sarà l’intervento dei
commessi. Prevedo che questa possa essere l’unica soluzione per la vendita del cosmetico in modo sicuro, come
strategia aggiuntiva agli ingressi selezionati negli esercizi.
Il packaging professionale?
Ci sono ormai diverse aziende che hanno linee di cosmetici professionali, tuttavia sono pochissimi i prodotti che
hanno un effettivo approccio Pro.
Per esempio esiste solo una ditta che io conosca che ha prodotto un mascara in tubetto che può essere messo sulla
mixing palette e applicato col monouso, in realtà è un medium che puoi colorare con i vari pigmenti: prodotto di
Mac Cosmetics. Tuttavia credo che questo sia il miglior approccio igienico al quale un professionista dovrebbe
accedere, rossetti in tubetti, correttori in tubetti e tutto quello che si può realizzare.
Make up e igiene post Covid-19 : il rapporto con le produzioni
Altro aspetto da non sottovalutare è il rapporto con le produzioni e il concordare le nuove norme igieniche sia
per le masse di pubblico sia per i protagonisti dello show televisivo. Per esempio si potrebbe richiedere una palette
specifica o degli strumenti specifici che verranno utilizzati solo su quel conduttore o attore, potrebbe
essere un ottimo modo per avere un’ambiente più sereno e igienicamente controllato grazie anche
all’acquisto di sterilizzatori UVC per cosmetici ma soprattutto pennelli e strumenti.
Ci troviamo decisamente in un momento in cui dobbiamo risolvere la complessità del
sistema, magari attingendo anche al passato! Ultimamente stanno mettendo a punto diverse ipotesi per poter
tornare alla normalità nel rispetto di tutte le norme igieniche e soprattutto del distanziamento sociale: si è
addirittura parlato di tornare al Drive In per poter assistere ai concerti o godersi un bel film al cinema.
Gli spunti e le tecniche esistono già dunque, pensate che nel 1987 Jeffrey Alexander un sociologo statunitense,
teorizzò di quanto fosse necessario l’inserimento della tecnologia, all’ interno del sistema, come strategia per
migliorare la connessione tra istituzioni e pubblico, pensiero ampiamente sostenuto anche da Ardigò negli anni 90
e ritenuto fondamentale per diminuire la complessità sociale ed essere totalmente a vantaggio dell’uomo.
Ed ecco che forse le prossime soluzioni di vendita saranno App e interfacce sofisticate che ci faranno provare
prodotti cosmetici attraverso la scansione del volto e la selezione dello stesso da un database, alcune già esistono ma
non sono ancora molto soddisfacenti.
Ma non solo la vendita del cosmetico ma anche i servizi come il wedding e l’insegnamento dovranno
necessariamente pescare nel mondo tecnologico e cambiare in parte prima e radicalmente poi, l’approccio
professionale. Sembra che quegli scenari gotici e tecnologici alla Matrix sia sempre più vicini, ed è altrettanto vero
che grandi cambiamenti sociali abbiano portato ad altrettanti cambiamenti nell’ estetica personale e
professionale.
Antonio Ciaramella
Editor: Agnese De Martis